Doggy Bag: cos’è e perché dovremmo chiederla sempre

by Emanuela Calatti

Lo sapevate che si stima che ognuno di noi sprechi ogni settimana 700 grammi di cibo? Se non vi sembrano poi molti, pensate allora che, se consideriamo l’intera popolazione italiana, questo si traduce in uno spreco annuo di 5,6 milioni di tonnellate di cibo, che equivale a buttar via ogni anno circa 15 miliardi di euro in cibo.

Anche i pasti consumati fuori casa contribuiscono ovviamente a questo spreco. Con i suoi più di 320.000 tra bar, ristoranti, take away, pasticcerie e gelaterie, l’Italia rappresenta il terzo mercato in Europa del fuoricasa, con un valore di 84 milioni di euro nel 2018.

Da una ricerca dell’Istituto Green Bocconi si è focalizzato ad analizzare dunque lo spreco in questo settore e dalla ricerca che ha coinvolto sia i clienti che i ristoratori è emerso che nei ristoranti italiani si gettano dai 3 ai 5 sacchi di rifiuti organici ogni settimana. Questo spreco nell’84% dei casi è percepito dai ristoratori come un costo o comunque una perdita e nell’89% dei casi i clienti ritengono che abbia un impatto negativo sul conto finale.

Per ovviare a questo spreco la soluzione c’è ed è anche molto semplice: la Doggy Bag!

Ogni anno si sprecano 5,6 tonnellate di cibo

Come nasce la Doggy Bag

L’origine della Doggy Bag è negli Stati Uniti, dove è ormai un’abitudine diffusa a tutti i livelli della società, tanto che in alcuni posti si trova anche la wine doggy bag per portar via il vino avanzato.

Letteralmente significa “vaschetta degli avanzi per il cane” ma non fatevi ingannare: il 90% di chi la chiede non possiede un cane e di quelli che lo hanno, soltanto l’1% porta effettivamente gli avanzi al cane.

Secondo alcuni deve il suo nome al ristorante Dan Sampler’s Steak Joint di New York che nel 1949 mise l’immagine di un cane sul sacchetto con una scritta che recitava più o meno “Se hai mangiato abbastanza e non ce la fai più, porta a me quel che hai avanzato” per invitare anche i clienti più timidi a portar via gli avanzi.

La Doggy Bag nel mondo

Negli Stati Uniti, dove è nata, è una moda molto diffusa, addirittura Michelle Obama la chiedeva al ristorante. Qui è talmente comune la richiesta della Doggy Bag che se vi trovate in un ristorante non sarà strano che il cameriere anticipi la vostra richiesta chiedendovi “Shall I box it up?”

In Francia, la norma contro gli sprechi alimentari prevede che tutti i ristoranti con più di 180 coperti la debbano avere in dotazione.

In Cina esiste addirittura una parola che indica la richiesta della Doggy Bag, DABAO, ovvero “mi faccia un pacchetto”. È un gesto diffuso entrato ormai a far parte del galateo e richiederla è considerato un gesto da persona beneducata.

E in Italia? Da noi purtroppo è ancora poco diffusa, non ci sono obblighi in materia e viene spesso considerata da maleducati o da poveracci, meglio ingozzarsi oltre il proprio limite oppure lasciare gli avanzi nel piatto. Il 70% dei ristoratori dichiara che i proprio clienti non sono interessati e le principali motivazioni addotte dai clienti sono l’imbarazzo, la poca praticità o perché il cibo non è stato gradito. Per fortuna stanno nascendo anche da noi diverse iniziative di sensibilizzazione da parte di diverse associazioni.

Un gesto di responsabilità

Chiedere la Doggy Bag con gli avanzi del pasto è tutt’altro che da maleducati, è in realtà un gesto che, se diffuso, può dare un grande contributo nella lotta agli sprechi alimentari.

Se andate a mangiare al ristorante, non vergognatevi di chiedere di impacchettarvi gli avanzi, potrete poi gustarli comodamente a casa, darli al cane se ne avete uno o regalarli a qualcuno più in difficoltà di voi che non può permettersi di andare a mangiare al ristorante.

Se invece siete dei ristoratori, spingete maggiormente la vostra clientela a portare con sé quel che non ha finito: potete essere voi a proporre di impacchettare gli avanzi quando vedete il piatto lasciato mezzo pieno oppure potete scrivere un messaggio sul menù “in questo ristorante è ben accetta la richiesta della Doggy Bag” oppure ancora scrivere il messaggio su una lavagnetta in modo che sia ben visibile e attrezzatevi poi con appositi contenitori per confezionare il cibo non consumato.

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