L’evidenziatore: quando uno scatto d’ira ti cambia la vita.

by Emanuela Calatti

Serendipity: una parola dal significato molto complesso , difficile anche da tradurre, a volte.
Eppure, spesso , il segreto delle più grandi invenzioni sta tutto lì: trovare una cosa non cercata e imprevista, mentre se ne stava cercando un’ altra, oppure, come in questo caso, avere esattamente quello scatto d’ira e frustrazione che ci fa andare a colpire proprio la cosa giusta, mentre magari se ne voleva colpire un’altra.
Ma, andiamo con ordine: era il 1971 quando il maestro Schwan, allora titolare della Schwan-Stabilo, pensò di produrre un pennarello speciale, che permettesse di far risaltare le informazioni più rilevanti contenute in un testo.
Avevano tra le mani un buon prodotto, dalle caratteristiche davvero innovative: il nuovo pennarello aveva la punta in feltro per ottenere un tratto ben definito e, cosa più importante, era realizzato con inchiostro fluorescente, in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette, riportando un effetto brillante per focalizzare l’attenzione dell’occhio.

Era tutto perfetto, mancava solo un piccolo, piccolissimo dettaglio: il giusto design, fondamentale nel lancio di un prodotto di successo.
Il designer industriale dell’azienda presentò una lunga serie di prototipi all’esigente maestro che li bocciò uno ad uno, fino a quando quest’ultimo, un giorno, esasperato dall’ennesimo cilindro conico di plastilina presentatogli, si infuriò talmente tanto da colpirlo con un forte pugno, schiacciandolo.
Quella fu l’illuminazione, ecco svelato il segreto del famosissimo evidenziatore STABILO BOSS® dalla particolare forma “schiacciata”.

Siete d’accordo con me vero che, forse, se quel pugno fosse partito in una direzione diversa, sarebbe stata tutta un’altra storia?
In ogni modo anche qui la serendipity fece la sua parte e fu proprio lo sbarco nel mercato dell’evidenziatore Stabilo a regalargli il successo spropositato che oggi tutti ben conosciamo, anche se, in realtà,
il primo evidenziatore fu inventato da Francis Honn qualche anno prima, nel 1963, e commercializzato dalla Carter’s Ink Company con il nome Hi-Liter.

Dal giorno della sua invenzione ne ha fatta di strada, il nostro amico evidenziatore: oggi potete trovarlo in una gamma infinita di colori e formati, a punta fine, tonda o a scalpello, in formato normale o pocket.
Sapete che ogni colore viene conferito da un colorante diverso che in genere costituisce solo il 5% dell’inchiostro, mentre la rimanente parte è costituita da glicole etilenico, acqua e un biocida necessario a prevenire la proliferazione di funghi e batteri?
Qualche piccola curiosità relativa alla scelta dei colori:
Ci credereste che, nonostante le illimitate varianti di colori ormai disponibili sul mercato il colore più utilizzato rimane sempre il giallo?
Sapete perché?
Semplice: un documento evidenziato in giallo può essere fotocopiato facilmente, senza che rimanga alcuna traccia delle parti evidenziate sulla copia, geniale no?

Se invece avete dei dati molto importanti da memorizzare in un testo meglio utilizzare un evidenziatore dai colori più scuri: il nostro cervello, infatti , risulta maggiormente attratto dalle tinte forti, quindi sottolineate di fucsia o rosso le notizie che ritenete più urgenti e necessarie, i vostri occhi saranno maggiormente colpiti dall’effetto cromatico, rendendo le informazioni più facilmente memorizzabili dal nostro cervello.

Ricordate infine che evidenziare un testo può essere un nostro prezioso alleato anche se utilizziamo solo documenti digitali.
L’utilizzo degli evidenziatori, nel nostro “mondo tecnologico”, è tuttora diffuso. Infatti, sono tantissimi ormai i software di elaborazione testi che offrono la possibilità di simulare la colorazione di alcune parole, come se fossero sottolineate da un evidenziatore.
Date spazio alla fantasia quindi, riempiendo di colore anche i documenti più tristi e monotoni ma, ricordate: attenzione con gli scatti d’ira in ufficio, spesso possono cambiare la vita in un modo tutt’altro che positivo.

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